Al trabucco

Da quattro generazioni nel rispetto della tradizione di famiglia. Pescando come una volta, con la sola forza delle braccia e dell'ingegno.

Cento anni in cui questo gigante di legno, tra i meglio conservati dell’intero promontorio garganico,  è utilizzato per la pesca al cefalo e al pesce azzurro seguendo il tradizionale metodo a vista.

Ancora oggi è possibile ammirare lo spettacolo dei momenti concitati che seguono l’avvistamento della vedetta in equilibrio sull’antenna maestra.
Al grido “Viijr” (gira!), l’equipaggio solleva animatamente la grande rete dalle acque spingendo i due possenti argani.
Il pescato viene poi recuperato con un lungo retino e subito portato in cucina per essere preparato con ricette delle tradizione.

Un’originale spazio di ospitalità all’aperto, rustico e accogliente, dove si può ancora vivere la straordinaria esperienza di mangiare il “pescato” della nostra antica “macchina”.

Lasciatevi avvolgere dal respiro del mare.
Il ristorante, costruito con materiali recuperati dopo le mareggiate, in perfetta armonia con l’ambiente e il paesaggio.

ORIGINI

Mimì e Lucia

Sono loro gli artefici del  successo di questo luogo, nato nel 1965 dopo che, emigrati  per necessità in Canada, tornarono a Peschici con l’idea di rimettere in sesto il vecchio trabucco di famiglia. Quando i primi turisti iniziarono ad affacciarsi curiosi dalla spiaggia, chiedendo di poter gustare quanto pescato da Mimì,  Lucia – partendo da un piccolo focolare domestico –  cominciò nel 1975 a cucinare piatti semplici in base al pescato del giorno per gli ospiti.

Una tradizione rinnovata dai nipoti, Domenico e Vincenzo e i loro genitori, Carlo e Rossella,  che portano avanti l’attività di famiglia, arricchendola di nuove idee e progetti. Il trabucco non è un semplice ristorante: è un approdo di viaggiatori, appassionati di natura, artisti ed esploratori del gusto desiderosi di perdere il loro sguardo oltre l’orizzonte del Mar Adriatico, in un’atmosfera speciale di conviviale accoglienza e condivisione.